La tossicodipendenza che ci fa comodo

Ho visto un video di David Mitchell sulla drinking culture britannica in cui lamenta il fatto che, per socializzare, da loro ci sia bisogno di bere. «E questo quando siete con i vosti amici, ovvero gente che vi piace» aggiunge «immaginate di dover trascorrere una serata con qualcuno che non vi piace e non c’è alcol». Sebbene non la condanni in toto, ci vuole spingere a riflettere che per “oliare” i loro ingranaggi sociali, hanno bisogno di qualcosa di alcolico.

(Non che noi siamo meglio in questo, ma loro almeno tendono a giustificarlo come un fatto di cultura, coi pub e cose simili; personalmente, non ho mai capito poi quelli che, anche da noi, vanno nei locali col solo scopo di ubriacarsi)

Un’altra cosa che sento sempre è “Non posso cominciare a lavorare, se prima non ho preso un caffè”. In realtà, durante il corso della giornata, se ne prendono molti altri. Questo lo capisco, è una sensazione che ho provato anch’io. Lo so che a volte la stanchezza, il sonno, ma anche il fatto di dover affrontare compiti che non ci piace svolgere, sembrano macigni che bloccano la strada che ci porta a fine giornata. Lo so. Eppure…Quando penso all’avversione che c’è per le droghe nei media, ripenso a ciò che ho scritto sopra e mi sento -io per primo- un po’ ipocrita.

Voglio dire, anche l’ecstasy viene usata per “socializzare” (nella fattispecie nelle discoteche e nei locali dove si balla, per “durare” tutta la notte) e si sono sentite storie anche di persone in carriera, come dei chirurghi, che per allentare lo stress e arrivare a fine giornata, sniffavano cocaina.

Lo so cosa pensate, non sono stupido. Mi rendo conto benissimo che sono situazioni molto diverse e che con le sostanze che la società chiama “droghe” le probabilità di contrarre malattie invalidanti se non di morire siano infinitamente maggiori. Però, nei contesti che ho citato sopra, l’alcol e il caffè non costituiscono, in piccolo, una dipendenza? A parte il fatto che si fanno sempre nuovi studi sugli effetti a lungo termine sulla salute dell’assunzione di queste sostanze (mi vengono in mente i danni al fegato e al cervello), sappiamo tutti che ci sono persone che semplicemente non “funzionano” se non hanno preso la loro dose quotidiana.

Con questo cosa voglio dire? Che dobbiamo bere solo acqua di sorgente e fare delle diete iper-salutiste e chi non lo fa deve sentirsi una merda? No, ovviamente, ché la vita è una e non dobbiamo sentirci in colpa e punirci senza motivo. Non pretendo di avere la verità in tasca, voglio solo dire che la vita non è bianco e nero, che è più complicata di come ce la presentano i guardiani della morale.

P.S. Quando parlo di “dipendenza in piccolo” relativamente all’alcol, non mi riferisco all’alcolismo che, come sappiamo, è una dipendenza vera e propria. So anche che esiste il coma etilico, come effetto immediato sulla salute. Io parlavo più del consumo giornaliero per “abitudine”. Sulle ragioni psicologiche dell’alcolismo, ritengo di non avere i mezzi per argomentare, perciò mi astengo dal farlo.

  1. forgottenbones reblogged this from forgottenbones and added:
    È peccato rebloggare se stessi.
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